Burano e Mazzorbo

Burano immediatamente visibile per il campanile pendente della Chiesa di San Martino, è una piccola isola di pescatori conosciuta per le sue case variopinte di innumerevoli colori e per i “merletti di Burano” creati dalle esperte donne dell’Isola. Pare che la straordinaria capacità delle merlettaie abbia avuto origine ancora nel Medioevo; merito comunque della dogaressa Morosina Morosini che nel XVI secolo comprese il potenziale di questa arte e ne promosse lo sviluppo, esportando la manifattura artigianale in tutto Europa. Nella prima metà dell’Ottocento il ricamo di Burano rappresentava un’entrata economica pari a quella primaria della pesca. Per tale motivo venne fondata la scuola per ricamatrici che ancora oggi ha la sede a Palazzo del Podestà. Tuttora i merletti sono celebri a livello internazionale e ancora oggi la tradizione viene trasmessa da madre in figlia. Nell’isola ha sede il “Museo del Merletto” che espone opere di grande valore e offre la possibilità di osservare le merlettaie al lavoro. Grazie ai suoi incantevoli e sgargianti colori nel primo decennio del ‘900 gli artisti Umberto Poggiali, Gino Rossi e Pio Semeghini furono talmente tanto ispirati da far diventare Burano una piccola Tahiti.
A Burano potrete scegliere tra ristoranti tipici di pesce affacciati sulla laguna oppure godervi una passeggiata degustando i famosi “cicchetti veneziani”. Prima di imbarcarvi vi suggeriamo di acquistare i “bussolai”, biscotti tipici della tradizione dell’isola.

Mazzorbo è una delle isole abitate più tranquille della laguna veneziana. È un piccolo rifugio appartato, collegato all’isola di Burano da un ponte di legno chiamato “Ponte Longo” (lungo ponte). È un’isola silenziosa con distese di terra coltivate che dividono le poche abitazioni sparse, un luogo completamente diverso dalla vicina Burano, adatto per delle lunghe e rilassanti passeggiate. Come Torcello, Mazzorbo nell’antichità aveva un ruolo commerciale importante ed era luogo di ricchi palazzi, monasteri e numerose chiese, suddivise in cinque parrocchie e arricchite con opere di grandi artisti tra cui quelle di Paolo Veronese. Attualmente di queste meraviglie rimane ben poco; merita una visita la Chiesa di Santa Caterina originariamente costruita nell’ottavo secolo e in seguito divenne parte di un convento benedettino. La chiesa fu ristrutturata nel XIV secolo, con tocchi romanici e gotici, e riordinata di nuovo due secoli dopo. Negli ultimi duecento anni sono stati eseguiti nuovi restauri, ma la chiesa ha mantenuto un’atmosfera antica. Il campanile della chiesa custodisce la campana più antica di Venezia risalente al 1318.

Oggi la vera particolarità dell’isola sono le sue coltivazioni: una vigna antichissima, la Dorona, che produce un vino dorato e che fu il più amato dai Dogi di Venezia. Dopo un periodo di abbandono, tuttavia, negli ultimi anni i filari di viti sono tornati alla produzione, offrendo ai conoscitori del buon vino una tappa interessante per degustare un nettare prezioso tra gli splendidi affacci al tramonto di Mazzorbo. Ultima curiosità: il mezzo di trasporto preferito a Mazzorbo è la bicicletta (come le altre isole è senza auto).

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